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Quell’occhio esterno così insistentemente vitreo, che ti fa credere di essere sovrastante al normale flusso quotidiano.
L’osservare il tessere così minuziosamente tele di vita che non appartiene.
Guardare il mondo dall’immunità che concerne solo chi vuol sapere o chi può che nulla è davvero.
Il vero…questo il grande tassello che rende quel quadro una realtà.
Afferrare momenti e pensare di non poter vivere a fondo per via di quell’incessante tessere.
Abbassando lo sguardo nelle mie mani le forbici che mi rendono sangue e carne, che non permettono la sensazione di essere esterni a quel reale così fittizio da star male.
Essere impotenti di fronte a misfatti, essere coscienti di non poter trovare pace per quel che si fa o quel che si è fatto.
Genere umano così incolpevole di non poter credere nella fittizia realtà.
Ti guardo e non posso far altro che chiederti perdono,ma se quello sguardo avrai il perdono non me lo concederai. E come non poterti dire di non biasimarti piccolo essere umano così racchiuso in un corpo che al solo pensiero mi disintegra quotidianamente.
Ti amo, ti darei, se ne fossi capace, la possibilità di non guardare dall’esterno, ma fingere,non consapevole, che ciò che ci attornia è solamente realtà e il fittizio è concetto per chi condannato vive contrastato.
Piccolo corpo che cresce, a volte vorrei davvero che tu fossi un essere umano, ma ho il timore che anche tu volgerai lo sguardo verso il basso e non potrai far altro che vedere le tue mani tessere una tela solo verosimile rispetto a ciò che ti circonda…il nulla reale.
ti guardo e sto male
quegli occhi così vivi
pieni di luce non imbrunita
tu così felice perchè ignaro
tu per me qui come tutto
un tuo sorriso mi uccide
le tue corse accelerano il mio tempo
il tuo giocare riflette pesantezza dentro me
che guardandoti invecchio
che guardandoti mi inginocchio
di fronte all’ineluttabile
io per colpa
io con colpa
potrai mai perdonarmi.
ti guardo e muoio.

fermati qua. non crescere. non invecchiare. non sporcarti. questo è il tempo perfetto. vorrei l’eternità in un punto. questo.
ma il tempo scivola sulle mani, non ti da tregua e io rimpiangerò fino alla fine questo punto, questo desiderio di eternità in questo punto. perchè ora mi è concesso desiderarlo, una volta passato non rimarrà nemmeno questa concessione.
solo pensieri,ricordi, figure di un tempo passato. solamente una foto sbiadita in qualche scatolone impolverato.
fermatevi, voglio solo questo punto,non chiedo molto.
ho tagliato i capelli a mio figlio. e mi accorgo che sta diventando un bambino, si sta umanizzando. lo sto umanizzando.
così bello e così onesto. i suoi occhi color nocciola mi guardano e osservano. chissà cosa cerca…e cosa non troverà mai.
e io lo guardo,lo osservo,lo contemplo e mi uccido. ogni giorno muoio e rivivo…per lui che ancora non sa, e la colpa permane. desidero la sua ignoranza,perpetua. la sua superficialità. a volte spero sia un essere umano integrato,senza eccezione alcuna. ottuso e così normale. forse sarebbe meglio…ma non posso saperlo. 

Un quadro dipinge le linee della mia esistenza. Quel quadro appeso nello spazio dondola nell’infinito, finito per sempre a scapito del terminabile. La luce esce dalla cornice, le figure prendono forma e fluttuano nello spazio, così grande, ma così piccola l’infinita emozione della vita, la mia, la vostra, rinchiusa in quel quadro, esasperato da quel quadro, ne esce e aleggia nell’aere, nell’infinito.
lo sguardo di un bambino
lo sguardo di mio figlio…
unico sguardo che mette in una insopportabile nudità i miei occhi.
passerà mai questa colpa?
forse quand’anche lui sarà un miserabile essere umano,forse.
Figura che rimarrà
Pilastro della vita
Io nella tua esistenza
Io per la tua esistenza
Io per te.
I miei occhi bramosi
Dei tuoi
Il mio riso bramoso del tuo.
Il battito dentro me
Il mio, il tuo.
Così ora e sempre.





