il cieco rumore che con passi lenti avanza e ti chiede una stretta di mano.
il quotidiano che galleggia nelle fronde di passanti e movimenti che tendono a non voler cessare.
il richiamo di un’entità che spesso non vuole, che solo negli occhi di chi teme propone
la sua maestosità, con tutta l’incoerenza, la bieca cecità di fronte all’evidenza.
il nulla è colui che bisogna evocare, da dove siamo giunti e al quale dovremmo auspicare.
corri spedito e non ti accorgi, il buio che sovrasta, la notte incombe.
il tutto nella luce creata per non vedere il circostante rumore del silenzio assordante.





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