il verso inverso, il dritto storto, lo scorrere incommensurabile controcorrente. una diga che crolla, un mondo che se ne  va. la speranza che disintegra il creato dell’esistenza generica che annienta qualsiasi parvenza di normalità.

stanchezza residua, energia malcelata. rincuora nel petto una perversa sensazione di credere nell’altrove, nel contrario, nell’opposto. fangosa germogliante e celante tristezza nel nascere e morire nel credere e rivivere.

frammenti di te e di me che si fondono. tutto nel cessar e nell’imperversa credenza di quello che sta nel verso inverso.

io nel mio sguardo, nel frammento di me. l’opposto si scontra, il nulla si annienta. e cadono tintinnando brillanti e sfavillanti frammenti dell’ essere,qui come adesso, qui come non mai.